Fratelli d’Italia, romanzo (post)moderno di Alberto Arbasino


Questo saggio propone un close reading dell’unico romanzo italiano, forse, che può aspirare ad essere considerato alla stregua dei grandi romanzi europei del secondo Novecento, avendone tutti i tratti caratteristici. Fratelli d’Italia di Alberto Arbasino, un romanzo ancora poco letto e studiato, è infatti un testo dentro il quale è possibile ritrovare tutti quegli snodi teorici e critici che per decenni occuparono le pagine di riviste letterarie e non, su vita, morte e miracoli del genere del romanzo, specie in un paese, l’Italia, dove il romanzo ha sempre avuto un’esistenza difficile. Uno specchio fedele e senza sconti sui vizi e sulle virtù degli italiani, più sui primi che sulle seconde, motivo per cui probabilmente tanti hanno evitato di riflettersi.Continua la lettura…

LʼELMO DI SCIPIO. Il Risorgimento dei militari italiani


Un nonno da salvare è uno di quei libri che sorprendono per originalità e freschezza.

La storia è quella di due gemelli alle prese con l’arrivo in casa del loro simpatico nonno: l’età e le condizioni di salute ne consigliano l’assistenza in famiglia ma quando peggiorano inducono i loro genitori a optare per la diversa soluzione della casa di cura. Che si rivelerà un incubo da film horror di serie B, dal quale i bambini riusciranno però rocambolescamente a strappare via il nonno, con l’aiuto della loro perspicacia e intraprendenza, e di un complice provvidenziale, un altro bambino preoccupato per la propria nonna. Frattanto, si ride a crepapelle per le situazioni comiche e le trovate geniali che si susseguono una dietro l’altra: fra infermieri minacciosi e malvagi armati delle classiche siringone, cagnacci da guardia da castello scozzese, farmaci dai nomi inquietanti e rivelatori come Rimbamben e Svegliarin, in un crescendo di colpi di scena che scivola verso l’immancabile happy ending che punisce i cattivi e insegna qualcosa a tutti: rispetto, amicizia e amore compresi.Continua la lettura…

L’Odissea siciliana di Stefano D’Arrigo


L’oggetto di questo saggio è il romanziere siciliano Stefano D’Arrigo e il suo enorme romanzo Horcynus Orca. L’analisi attenta e approfondita del testo dimostrerà come Horcynus Orca racchiuda nella sua struttura due tendenze letterarie ben definite: una è il regionalismo, l’altra è la modernità. Il secondo aspetto è particolarmente degno di nota per la comprensione del romanzo: per modernità si intende il fatto che D’Arrigo non fu sordo al movimento d’avanguardia che nacque negli anni Sessanta e, anzi, l’attenzione a tali istanze rappresenta un’influenza importante nel suo romanzo. In altre parole, accanto agli elementi tipici del regionalismo, come la caratterizzazione di persone e paesaggi, la superstizione, la mitologia, un ambiente chiuso, tutti fortemente presenti in Horcynus Orca, D’Arrigo affianca alcuni elementi tipici del romanzo contemporaneo: in particolare, crea un romanzo aperto con un sapiente uso del flusso di coscienza di joycina memoria e di metafore. Horcynus Orca è una sorta di Odissea siciliana perché riprende il tema mitico del viaggio di Ulisse nella sua terra, ed è anche un Ulisse moderno perché, sull’esempio di Joyce, D’Arrigo utilizza alcune tecniche contemporanee…Continua la lettura…

Chevalier et heremite: due mondi culturali irriducibili nel Chevalier au barisel


L’anonimo racconto dal titolo Il Cavaliere del barilotto del XII secolo, scritto nella Francia settentrionale, è ascrivibile al genere narrativo dell’exemplum, in quanto mira a fornire un insegnamento pedagogico-morale. Narrare implica comunicare esperienze collegate sia nello spazio che nel tempo, possibilità aperte nell’oralità come nella scrittura: lo scopo principale dei racconti brevi non è solo commuovere ma soprattutto intrattenere il pubblico e le potenzialità narrative esplodono solo nel finale. I protagonisti della vicenda sono due: il primo è un cavaliere peccatore, misogino ed amante della carne anche quando dovrebbe astenersi per i divieti imposti dal cristianesimo durante la quaresima; il secondo è, invece, un vecchio e saggio eremita. L’incontro fra i due comporterà un radicale cambiamento nella vita del cavaliere, il quale, attraverso un iter catartico, arriverà a pentirsi delle proprie malefatte, divenendo pio. La prova centrale che il cavaliere deve superare per redimersi consiste nel riempire d’acqua un piccolo barilotto: dopo aver tentato innumerevoli volte invano, dopo un anno sopraggiunge l’unica possibile soluzione: un sincero pianto dell’uomo. Esistono quattro ms. francesi che tramandano tale racconto, più un brevissimo frammento inglese, conservato ad Oxford: in Italia esiste la cosiddetta filiazione toscana, edita da F. Zambrini, in cui la vicenda è leggermente modificata rispetto all’originale ma reca il medesimo messaggio edificante.Continua la lettura…