Gli imbarazzi di Luigi Malerba


A partire dall’attenta analisi di una sua importante riflessione critica sulla scrittura e sul proprio fare letteratura, testo poco approfondito all’epoca della sua uscita, nel quale, tra le altre cose, secondo me, l’autore si riferiva ai suoi primi romanzi, questo saggio si interroga sul senso della letteratura a partire dal testo solo apparentemente giocoso di Luigi Malerba per proseguire con un close reading de Il Serpente e di Salto Mortale, opere da riscoprire perché esemplari di un’idea di romanzo che, meglio di altre, racconta le inquietudini dello scrittore contemporaneo.Continua la lettura…

LA TRILOGIA METAFISICA DI PIOVENE


Il Novecento letterario ha ampiamente enfatizzato come il romanzo e la letteratura siano solo una menzogna. L’idea che l’arte esista per scoprire la verità è stata superata dalla visione postmoderna, annunciandone la morte o la possibilità di conoscerla, in quanto soffocata a due mani dal pensiero debole e da quello liquido. Al contrario, Guido Piovene è stato un autore che, fondando la sua opera sulla poetica della sincerità, ha difeso con forza il concetto di letteratura come verità. Nei suoi romanzi infatti conta solo la ricerca filosofica della verità che per necessità deve passare attraverso un confronto con il passato, un’accettazione della morte, un viaggio all’interno della natura umana, una consapevolezza della disunione umana e la conseguente consapevolezza della spettralità umana.Continua la lettura…

STUPIDITÀ ARTIFICIALI


Si racconta che, nel lontano 1779, il giovane operaio Ned Ludd avrebbe distrutto, col favore delle tenebre, un telaio, dando così origine al movimento di protesta denominato luddismo. Il problema che in quel momento storico si poneva, nel pieno della Prima Rivoluzione Industriale, era quello della disoccupazione generata dall’introduzione nelle fabbriche di nuovi macchinari.Continua la lettura…

Martiri in viaggio: storie di devozione medievale nella Sardegna latina e spagnola


Martiri in viaggio: storie di devozione medievale nella Sardegna latina e spagnola
Autore: Alessia Vacca
 
Numero Rivista: 3 (2022)
 
Abstract:
In Sardegna, fin dall’inizio del tardo Medioevo, le operette religiose come passioni e agiografie erano composte in latino: anche se in larga parte perdute, queste produzioni edificanti e morali spesso mancavano di storicità ma, in qualche modo, erano capaci di catturare l’attenzione e le emozioni dei fedeli con i loro tratti melodrammatici, motivo per il quale hanno cominciato a rappresentare un punto di riferimento per le comunità cristiane. I primi scritti riguardavano San Lussorio o San Giorgio da Suelli ma il focus principale era incentrato su San Saturnino, patrono di Cagliari, assassinato durante le persecuzioni all’epoca di Diocleziano a causa della sua fede cattolica. Le prime composizioni furono rinvenute in due manoscritti del VI secolo e studiate, per la prima volta, dal Mombritius. Le fonti più autorevoli di questa passione erano due miti spagnoli su San Saturnino di Tolosa. Sant’Antioco è un altro importante martire sardo: era un giovane medico africano che non voleva alcun compenso economico per aiutare gli altri e, durante il II secolo, si convertì al cristianesimo. Una piccola isola nel sud-ovest della Sardegna porta, oggi, il suo nome in quanto luogo dove ha trascorso tutta la sua vita predicando la fede cristiana; oggi è il patrono dell’isola, la cui celebrazione si svolge il 13 novembre.
 
 
Profilo biografico:
Leonardo Lastilla
Alessia Vacca, nata il 26/8/1996, ha conseguito la maturità classica nel 2015 e la laurea in Filologia e Letterature Classiche e Moderne nel 2021 all’Università di Cagliari. Si è formata in modo particolare sulla narrativa edificante francese e il teatro sardo seicentesco.Continua la lettura…