CARLO PISACANE. ECCENTRICO INTERPRETE DELLE MODE DEL SUO TEMPO


Le lettere scritte dall’esule Carlo Pisacane al fratello maggiore, l’ufficiale borbonico Filippo, tra il 1847 ed il 1855, ci consentono di ricostruire il tracciato e le vicende delle peregrinazioni di Carlo che, dopo diserzione e fuga romantica, si muove – insieme con l’intrepida amante fedifraga Enrichetta di Lorenzo – fra Parigi, Marsiglia, Sidi Bel Abbes, Desenzano sul Garda, Dezana, Roma, Ginevra, Londra, Lugano e Genova, percorrendo ampia parte dell’Europa di metà Ottocento. 

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Alcune note intorno all’arte e allo stato estetico in Leopardi e Nietzsche


La grandezza della poesia leopardiana,  fiera ma disincantata rispetto all’umana felicità, e la potenza del pensiero nietzscheano, libero dalle briglie dell’erudizione e del pessimismo,  regalano  altezze non comuni sulle quali sostare nella beata incompiutezza immaginativa. Si tratta, per gli autori,  di un recupero nostalgico dell’antico legame greco di ragione e immaginazione, che teneva sempre insieme  gli opposti : il ghiaccio con il fuoco, la pazienza con l’impazienza, l’impotenza con la  somma potenza, il piccolissimo col  grandissimo  come  la geometria e l’algebra insieme alla poesia.Continua la lettura…

Saverio Mattei tra tradizione e invenzione


di Milena Montanile L’occasione della recente pubblicazione di un volume dedicato al Mattei è lo spunto per alcune osservazioni sulla statura intellettuale di questo singolare protagonista della scena letteraria e teatrale settecentesca. L’A. mette soprattutto in evidenza il significato che assume nella formazione intellettuale del Mattei il rapporto di stima e di amicizia col Metastasio, […]Continua la lettura…

Giambattista Marino, un pericolosissimo poeta “innocuo”


Tra le peggiori devastazioni compiute dal Risorgimento va annoverata la distruzione della nostra immensa cultura rinascimentale. Basti pensare che cosa è rimasto, da De Sanctis in poi e ancora oggi nellʼinsegnamento scolastico, dei tre grandi della nostra letteratura del Cinque-Seicento: Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Giovan Battista Marino. Con Ariosto ridotto a un contafavole, Tasso a un bigotto, Marino a un venditore di fumo.Continua la lettura…