Mitopoiesi sociale nel romanzo volponiano


Pensare a Paolo Volponi e pensarlo poeta parrebbe assurdo. Eppure, dovremmo. L’iniziale produzione poetica di un esordiente letterato, infatti, a ben guardare nei suoi romanzi, ne costituisce l’ossatura come la sceneggiatura, per una prosa, la quale, via via, opera dopo opera, si faceva più strutturata e quindi matura, non solo nell’impianto stilistico ma anche nelle tematiche, soprattutto sociali. Il meccanicismo della prima ora diviene ossessione per la riduzione dell’uomo a macchinario ma anche sconforto per la perdita di identità tra il microcosmo individuale e il macrocosmo reale. Il dramma che consuma ogni protagonista è lo stesso, amplificato, della giovanile paura di dare forma alle proprie pulsioni e di confrontarle con un mondo da accettare, più comprendere. Così l’ultimo romanzo dello scrittore pare rappresentare la sintesi tra queste due istanze, nella fusione dell’autobiografia con una compiuta maniera di raccontare, descrivendo.Continua la lettura…

Chevalier et heremite: due mondi culturali irriducibili nel Chevalier au barisel


L’anonimo racconto dal titolo Il Cavaliere del barilotto del XII secolo, scritto nella Francia settentrionale, è ascrivibile al genere narrativo dell’exemplum, in quanto mira a fornire un insegnamento pedagogico-morale. Narrare implica comunicare esperienze collegate sia nello spazio che nel tempo, possibilità aperte nell’oralità come nella scrittura: lo scopo principale dei racconti brevi non è solo commuovere ma soprattutto intrattenere il pubblico e le potenzialità narrative esplodono solo nel finale. I protagonisti della vicenda sono due: il primo è un cavaliere peccatore, misogino ed amante della carne anche quando dovrebbe astenersi per i divieti imposti dal cristianesimo durante la quaresima; il secondo è, invece, un vecchio e saggio eremita. L’incontro fra i due comporterà un radicale cambiamento nella vita del cavaliere, il quale, attraverso un iter catartico, arriverà a pentirsi delle proprie malefatte, divenendo pio. La prova centrale che il cavaliere deve superare per redimersi consiste nel riempire d’acqua un piccolo barilotto: dopo aver tentato innumerevoli volte invano, dopo un anno sopraggiunge l’unica possibile soluzione: un sincero pianto dell’uomo. Esistono quattro ms. francesi che tramandano tale racconto, più un brevissimo frammento inglese, conservato ad Oxford: in Italia esiste la cosiddetta filiazione toscana, edita da F. Zambrini, in cui la vicenda è leggermente modificata rispetto all’originale ma reca il medesimo messaggio edificante.Continua la lettura…