Gli imbarazzi di Luigi Malerba


A partire dall’attenta analisi di una sua importante riflessione critica sulla scrittura e sul proprio fare letteratura, testo poco approfondito all’epoca della sua uscita, nel quale, tra le altre cose, secondo me, l’autore si riferiva ai suoi primi romanzi, questo saggio si interroga sul senso della letteratura a partire dal testo solo apparentemente giocoso di Luigi Malerba per proseguire con un close reading de Il Serpente e di Salto Mortale, opere da riscoprire perché esemplari di un’idea di romanzo che, meglio di altre, racconta le inquietudini dello scrittore contemporaneo.Continua la lettura…

LA TRILOGIA METAFISICA DI PIOVENE


Il Novecento letterario ha ampiamente enfatizzato come il romanzo e la letteratura siano solo una menzogna. L’idea che l’arte esista per scoprire la verità è stata superata dalla visione postmoderna, annunciandone la morte o la possibilità di conoscerla, in quanto soffocata a due mani dal pensiero debole e da quello liquido. Al contrario, Guido Piovene è stato un autore che, fondando la sua opera sulla poetica della sincerità, ha difeso con forza il concetto di letteratura come verità. Nei suoi romanzi infatti conta solo la ricerca filosofica della verità che per necessità deve passare attraverso un confronto con il passato, un’accettazione della morte, un viaggio all’interno della natura umana, una consapevolezza della disunione umana e la conseguente consapevolezza della spettralità umana.Continua la lettura…

Affreschi strappati


Affreschi strappati è una raccolta di pezzi di intonaco, dipinti su un muro crollato nel tempo e pazientemente rimessi insieme con l’illusione che si possa ricucire ogni divisione. Non c’è spazio per costruire di nuovo ciò che è stato distrutto una volta: solo il ricordo e l’immaginazione possono salvare dall’abbandono qualche particolare di ogni vissuto. E, in questo senso, gli Affreschi strappati trovano una briciola di eternità nel museo delle parole in cui tutti i figli di Prometeo hanno il diritto di entrare.Continua la lettura…

Stati Uniti nuova patria del marxismo?


C’era una volta la Guerra Fredda che vedeva contrapposti il blocco occidentale, a guida statunitense, e quello sovietico. Il crollo del Muro di Berlino e il successivo scioglimento dell’Unione Sovietica avrebbero dovuto segnare la vittoria definitiva del modello occidentale, basato sui diritti individuali e sul libero mercato, ma le cose sono andate proprio così? Di sicuro non la pensa in questo modo il saggista Mark R. Levin che nel recente American Marxism traccia un quadro del capovolgimento valoriale che da anni interessa gli Stati Uniti. Secondo l’autore, infatti, dietro le etichette rassicuranti di “progressismo” e di “socialismo democratico” si nasconde una nuova, radicale, versione di marxismo che in maniera subdola ha soppiantato i valori americani.Continua la lettura…