LA TRILOGIA METAFISICA DI PIOVENE


Il Novecento letterario ha ampiamente enfatizzato come il romanzo e la letteratura siano solo una menzogna. L’idea che l’arte esista per scoprire la verità è stata superata dalla visione postmoderna, annunciandone la morte o la possibilità di conoscerla, in quanto soffocata a due mani dal pensiero debole e da quello liquido. Al contrario, Guido Piovene è stato un autore che, fondando la sua opera sulla poetica della sincerità, ha difeso con forza il concetto di letteratura come verità. Nei suoi romanzi infatti conta solo la ricerca filosofica della verità che per necessità deve passare attraverso un confronto con il passato, un’accettazione della morte, un viaggio all’interno della natura umana, una consapevolezza della disunione umana e la conseguente consapevolezza della spettralità umana.Continua la lettura…

STUPIDITÀ ARTIFICIALI


Si racconta che, nel lontano 1779, il giovane operaio Ned Ludd avrebbe distrutto, col favore delle tenebre, un telaio, dando così origine al movimento di protesta denominato luddismo. Il problema che in quel momento storico si poneva, nel pieno della Prima Rivoluzione Industriale, era quello della disoccupazione generata dall’introduzione nelle fabbriche di nuovi macchinari.Continua la lettura…

Dante e Kant: fede, teologia e persecuzione del bene. Un accostamento forse troppo azzardato?


Il lavoro prende le fila dalla lettura delle opere dantesche (in particolare la Commedia e il De Monarchia) finalizzata a trovare una definizione condivisibile di teologia e fede in Dante. Immergendosi nella lettura ci si rende conto che molti dei grandi temi danteschi – la teologia, la fede e la morale – sono condivisi, cinquecento anni più tardi, da un altro sommo studioso: Immanuel Kant. Il lavoro origina dunque da un accostamento che inizialmente può sembrare più che azzardato ma poi si rivela plausibile, quasi dovuto.Continua la lettura…

La metànoia pandemica di Susanna Tamaro in “Tornare umani”, manifesto contro il transumanesimo


In Tornare umani il lettore trova un racconto empatico di questi ultimi anni pandemici in cui è facile identificarsi, col suo portato di paure, dubbi e angosce. Il libro di Susanna Tamaro è però, fin dal titolo programmatico, molto più di questo. La vivida narrazione dei momenti principali della gestione pandemica – tra cui l’arrivo del virus in Italia, le chiusure generalizzate e la campagna vaccinale – sono intervallate da riflessioni e interpretazioni estremamente razionali di quegli avvenimenti, nelle quali l’autrice mostra anche le fasi di un processo critico sfociato in una rinnovata consapevolezza.Continua la lettura…