Titolo: Prove di crudeltà
Autrice: Anna Correale
Abstract:
Prove di Crudeltà è un libro che nasce dall’intenso incontro-confronto con la poeta
russa Marina Cvetaeva nel tentativo di intrecciare riflessione filosofica, analisi
letteraria e narrazione, nel senso che si sviluppa in un dialogo personale tra l’autrice,
che dà voce a una donna contemporanea e che si chiede del proprio tempo come esito
del secolo precedente e l’opera di Marina Cvetaeva impregnata delle tragedie e del
linguaggio del novecento. Il dialogo si sviluppa scrivendo accanto alle parole della
grande poeta, in un ascolto profondo dove emergono varie domande, quella
sull’intreccio indissolubile tra destino storico e destino privato, quella sul novecento,
secolo che sembra distante quanto un millennio ma con il quale facciamo ancora i
conti, quella sulla poesia come forza affermativa che produce realtà. Proprio su
quest’ultima domanda vengono in soccorso Pasternak e Rilke contemporanei di
Cvetaeva e in contatto con lei. Il rapporto tra questi tre poeti è testimoniato da un
carteggio fitto e grandioso che costituisce forse una delle opere più belle ed
emblematiche dell’epoca, da cui l’autrice prende alcuni passaggi per tracciare una
biografia e un’ermeneutica di questo incontro umano e poetico. Il titolo è un
riferimento ad Antonin Artaud e al suo Teatro della crudeltà che ci suggerisce come
l’esperienza artistica, ma anche umana e politica, si danno in una dimensione tragica
e radicale lontana dal discorso rappresentativo e vicina alle forze della vita in senso
nietzschiano, filosofo amato e utilizzato da Cvetaeva. La parola poetica non è priva
di quella stessa crudeltà che muove la rivoluzione, in entrambi i casi si tratta di
decidere della dissoluzione dell’io: il partito dissolve la soggettività personale in una
condivisione collettiva; l’esperienza estetica supera la soggettività sospingendola
verso l’affermazione tragica della vita.
Profilo biografico:
Anna Correale, scrittrice e filosofa napoletana, vive tra la valle d’Itria e Parigi. Ha
tradotto dal francese L’été 80 di Marguerite Duras (L’estate 80, Filema 1994). Ha
pubblicato: L’ècriture du silence (ANRT 2002), Dove noi siamo (Dante & Descartes
2007), Perché io non spero più di ritornare (Palomar 2011), Supplément d’amour (La
Barque 2013), Wendy (Pietre Vive 2017), Il ciclo del lupo (Pietre Vive 2022), Al
centro della corsa (Vita Activa Nuova 2024).

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