Pasolini e la voce del popolo: tra poesia, canzone e tradizione musicale



Autore: Dante Ceccarini

Abstract: L’opera di Pier Paolo Pasolini è plurale e sterminata, essendosi manifestata in moltissime forme d’arte. Uno dei campi, forse, un po’ meno conosciuti è quello musicale, intendendo con tale termine sia le molteplici collaborazioni musicali che ha avuto in vita con famosissimi cantanti e compositori, sia l’influsso che ha avuto, e ancora sta avendo, sul mondo musicale italiano e internazionale, a partire dagli anni successivi al 1975 (l’anno del suo assassinio), fino alle espressioni musicali contemporanee. Anche in questo secondo caso possiamo parlare di autori e cantanti fondamentali della canzone italiana, ma anche di autori e cantanti giovanissimi che tuttora sentono l’influsso delle poesie di Pasolini, ormai diventato oggi, purtroppo, un’icona, un’icona pop, più conosciuta come icona di quanto sia conosciuto Pasolini in quanto poeta.

L’intento di questo saggio è proprio quello di studiare le collaborazioni musicali in vita, partendo dalle villotte friulane composte durante la guerra, con una revisione e una ricostruzione critica dei testi dialettali, continuando con una analisi delle sue collaborazioni musicali, sia di musica popolare (specialmente in dialetto romanesco) e sia di musica cosiddetta “colta” (di avanguardia, teatrale, ecc.), esaminando i testi delle canzoni utilizzati nei suoi film ed infine analizzare la collaborazione con cantanti e compositori di primaria importanza nel panorama musicale italiano (Domenico Modugno, Ennio Moricone, Sergio Endrigo, Laura Betti, Grazia De Marchi, Gabriella Ferri, Giovanna Marini, Dacia Maraini, Manos Hadjidakis, Chetro & Co). Particolarmente interessante è il testo di Pier Paolo Pasolini della canzone Che cosa sono le nuvole?, cantata da Domenico Modugno, presente in chiusura del suo film a episodi del 1967 “Capriccio all’italiana”, con la splendida interpretazione di Totò (al suo ultimo film) e di Ninetto Davoli (Jago e Otello, rispettivamente). Questo testo pasoliniano è un centone, cioè un abilissimo assemblaggio, che egli ha tratto dall’Otello di Shakespeare, precisamente da alcuni passi provenienti dal I, III e IV atto, e utilizzati dal poeta-regista, nel suo libero montaggio, per creare una splendida canzone d’amore, reinterpretando a suo modo il testo originale del grande drammaturgo e poeta inglese.

Profilo biografico: Dante Ceccarini è scrittore, poeta (in lingua e dialetto), studioso di storia, tradizioni locali e dialetti d’Italia. Autore di numerosi libri di poesia in lingua e dialetto sermonetano, dizionari e libri nello stesso dialetto. Vincitore di premi di poesia nazionali e internazionali. Presidente e membro di giuria di premi di poesia nazionali e internazionali, ideatore del Premio Nazionale di Poesia Dialettale “Città di Sermoneta”, ideatore del Premio di poesia per bambini “Sermonet’amo”. Presidente dell’Archeoclub di Sermoneta, coordinatore dell’Ecomuseo dell’Agro pontino sui dialetti della provincia di Latina, collaboratore dialettale con l’Università La Sapienza di Roma. Redattore della rivista “Nuova Informazione” di storia, tradizioni e dialetti locali.

   

 

In primo piano

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *