Sottotitolo: Alcune proposte di analisi dalla tradizione a Dostoevskij
Autore: Luigi Di Franco
Abstract:
Nell’articolo presente, chi scrive propone un’analisi delle due categorie di eroe ed anti-eroe. Tali paradigmi hanno delle radici ben delineate, che già si ravvisano nell’epoca classica. La disamina prende avvio infatti da Ettore, una della prime figure tendenti all’eroismo che si prospetta dedito alla sua abilità combattiva ma anche all’amore che prova verso Andromaca e Astianatte. Si prosegue così nella necessità di inquadrare un altro periodo storico, e cioè il Medioevo, in cui certamente risalta il personaggio di Roland. Fedele all’adorato Carlo Magno, e alla magnifica Durendal, egli pone le basi di quella che sarà l’evoluzione dell’eroe cavalleresco. Ma ciò che lo rende imperfetto è il suo scarso dinamismo (con questo s’intende più una pessima carica emotiva). Lo studio si sofferma poi su due opere i cui protagonisti fanno da antitesi a siffatto stilema: l’Orlando Furioso e Don Chisciotte. Entrambi, nella fattispecie, oltre ad essere dei cavalieri, danno vita anche alla raffigurazione dell’anti-eroe. Il primo difatti si lascia inebriare dalla smania amorosa, il secondo da un’alterazione irreale. A partire da queste due immagini di irregolarità, dunque, nella letteratura si farà sempre più spazio il contraltare del paradigma eroico. E per averne conferma, serve fare un passo in avanti. Più precisamente, verso Alfieri. Il drammaturgo, riesumando l’Antigone, scritta originariamente da Sofocle, propone candidamente l’ideale del personaggio eroico femminile a cui si oppone lo zio Creonte. Quest’ultimo risulta contrastante in quanto tirannico. Tuttavia, Alfieri cerca di rimodellare i due concetti lasciando ampio margine alla figura dell’anti-eroe. E da qui, si giunge a Dostoevskij che con i suoi nichilisti riesce ad elevare il negativo. Ivàn, più dei vari Raskol’nikov, Stavrogin e Kirillov, si impone con le sue feroce superbia. Ed in lui – e questo saggio tende a dimostrarlo – l’anti-eroe si consacra.
Profilo biografico:
Luigi Di Franco, giovane diciottenne, è uno studente del Liceo Artistico dell’IIS “Francesco Saverio Nitti” di Portici. Ispirato dall’amore per la letteratura, specie per quell’ottocentesca Russia, ambisce a diventare scrittore di professione. Oltre tale fervore, dimostra un enorme interesse verso il campo cinematografico, fumettistico e videoludico. Quest’ultimo risulta essere tra i più intriganti.

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