La donna e l’ottavo peccato capitale



Sottotitolo: Melanconia e stregoneria nella cultura europea

Autore: Giuliana Ricci

Abstract:

In passato, la tristezza era annoverata tra gli otto peccati capitali. A causa di una serie di fattori, la donna era maggiormente soggetta a questa forma di abbattimento che la spingeva a covare nell’animo una ignobile ingratitudine verso tutte le opere create da Dio a favore dell’umanità. Per tale motivo, aveva la mente annebbiata da cattivi umori e cadeva con facilità nelle trame del diavolo. Alcuni medici quindi non si stupivano se, per ogni uomo indemoniato, si avevano circa seicento donne possedute. Non mancavano gli scettici o studiosi che ritenevano queste malcapitate dei soggetti semplici e incolti, la cui testa veniva riempita di fantasie mentre il diavolo si adoperava a compiere l’effettivo misfatto. Tuttavia, per molti, esse erano delle vere e proprie malefiche, allieve e alleate del demonio, capaci di volare ai sabba e gettare malattie e sciagure sulle persone. E su questo presupposto si giustificavano le condanne dei tribunali e i fallimenti delle terapie mediche.

Profilo biografico

Giuliana Ricci è nata nel 1969, vive a Lucca ed è laureata in Farmacia. La pittura e la scrittura sono i suoi passatempi preferiti. Oltre ad aver illustrato alcuni testi, ha pubblicato l’ebook Nel Profondo (vincitore del concorso L’ultimo canto della sirena di Dunwich Edizioni, 2015), l’antologia Zone d’ombra (Alcheringa Edizioni, 2017), il saggio Le streghe di Soraggio e altri eretici (Trelerighe libri, 2019), il libro di favole Mondi incantati (Alcheringa Edizioni, 2019), l’antologia Frammenti di buio (Alcheringa Edizioni, 2024) e il romanzo Il trillo maledetto (vincitore del concorso Premio Saverio Rotondi di Ad Astra Edizioni).

   

 

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