Sulla primissima ricezione italiana di Martin Buber. Attorno a tre testi dimenticati degli anni venti (Buonaiuti, Lattes, Luzzato) [Pier Paolo Pavarotti]


Questo lavoro mira a riportare l’attenzione sui primissimi tre contributi italiani alla ricezione di Martin Buber, due recensioni giornalistiche ed una conferenza. La recensione di Ernesto Buonaiuti (1925) si concentra sui primi saggi maggiori di Buber sul giudaismo, la conferenza di Dante Lattes (marzo 1926) ancora sui primi saggi sul giudaismo come per Buonaiuti, e la recensione di Guido Lodovico Luzzato (settembre 1926) sulla Verdeutscheung di Buber & Rosenzweig.Continua la lettura…

Proust a Eleusi. Il mitologema della Kore nel temps retrouvé [Enrico Palma]


Il saggio intende proporre e discutere un’ipotesi ermeneutica sull’episodio finale de Le Temps retrouvé, attingendo ai miti e ai rituali della grecità classica, in particolare i Misteri eleusini. Lo scopo sarà quello di argomentare la presenza e l’articolazione del mitologema della Kore (nel senso in cui tale concetto viene declinato da Kerényi) nell’opera proustiana, talché sarà possibile intendere l’esito dell’epopea della Recherche come l’affermazione di un’inscalfibile perpetuità cosmica e organica, che nelle intenzioni dello scrittore francese confluisce e si acuisce nel suo Libro.Continua la lettura…

«La coglionissima capa». La lemniscata, cioè l’io gaddiano nel pasticciaccio noètico [Francesco Amoruso]


Gadda, parlando dell’Io e delle sue disarmonie, ai tempi de «i primi boati, i primi sussulti» mostra come il doppio movimento della narrazione, torni a ricucire il filo del racconto sulle mostrine di chi narra, dove il racconto si fa sistema-mondo e il punto di vista dello scrittore, la visione, per dirla con Said, si trasferisce tutta sulla pagina.Continua la lettura…

Speciale Giacomo Colombo [Fiorentino Pietro Giovino, Arturo Serra Gómez]


Giacomo Colombo fu uno scultore tra i più noti del suo tempo. Nacque ad Este, in Veneto, nel 1663 ma si trasferì giovanissimo a Napoli, dove fu allievo di Domenico di Nardo. Nel 1689 il suo nome appare tra quelli iscritti alla corporazione dei pittori napoletani, della quale ricoprì successivamente l’incarico di Prefetto agli inizi del ’700.Continua la lettura…