Autore: Alberto Valis
Abstract:
Il saggio esplora come la narrativa contemporanea abbia progressivamente trasformato il tempo da sfondo neutro a elemento conflittuale, fino a renderlo un vero e proprio antagonista. In un’epoca segnata dalla simultaneità e dall’accelerazione percettiva, la cronologia lineare cede il passo a strutture spezzate, ricorsive, polifoniche. La letteratura non può più contare sul tempo come semplice cornice: lo affronta invece come un avversario che frammenta identità, memoria e senso.
A partire da un confronto con il racconto “Il giardino dei sentieri che si biforcano” di Borges, il testo analizza come il tempo diventi spazio, labirinto, perdita dell’orientamento. Prosegue con l’universo disturbante di Philip K. Dick, dove la percezione temporale si frantuma e il lettore precipita in stati paranoici privi di appigli. Si sofferma poi sulle architetture narrative di Italo Calvino, che svuotano il tempo della sua direzionalità, rendendolo iterazione o pura sospensione.
Infine, il saggio si confronta con l’epoca attuale, dominata dalla simultaneità digitale e dall’overload informativo, in cui la letteratura, da DeLillo a Wallace, replica lo stesso caos cronologico: eventi che accadono insieme, trame che si accavallano, cronologie che implodono. In questo contesto, il tempo non è solo un parametro narrativo, ma il vero nemico della coerenza, una forza che corrompe e dissolve ogni tentativo di costruire senso. Raccontare diventa così un atto di resistenza contro la frammentazione del reale.
Profilo biografico:
Alberto Valis è autore di narrativa contemporanea e speculative fiction. Ha pubblicato Kindling (2010) e Berlin24 (2023), primi due capitoli di una trilogia sul tempo che si concluderà con 24minus1(2027). Ha in uscita la raccolta di racconti Angles Morts e due romanzi, Truthcore™ e Jimbo (2025-26). Inoltre ha scritto i saggi brevi: Piccolo manuale di autoconvincimento terapeutico e Libero arbitrio, idealismo e fisica quantistica. Scrive articoli per Medium ed è presente come autore su Goodreads. Nella sua scrittura indaga i temi della memoria, della percezione e delle derive del tempo, alternando struttura e disgregazione. Collabora con progetti narrativi sperimentali e si interessa agli intrecci tra letteratura, filosofia e neuroscienze

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