Nel romanzo Il dono della guarigione si incontrano memoria, tradizione e spiritualità. Attraverso la storia di Maria Sole, donna che cresce in sintonia con la natura e ne apprende la forza rigeneratrice, il libro riflette su valori come la compassione, la pazienza e il rispetto della vita in tutte le sue forme. In questa intervista, Brunella Braga approfondisce il significato del “dono”, il rapporto tra uomo e ambiente e la necessità, oggi più che mai, di riscoprire l’armonia con ciò che ci circonda.
COSA L’HA SPINTA A SCRIVERE IL LIBRO?
Questo libro nasce dall’esigenza di trovare le mie radici, i miei avi, ciò che mi hanno trasmesso e mi hanno lasciato. Far rivivere i personaggi del passato e attraverso di loro rievocare un’epoca di sani valori, di strette di mani a sigillare la parola data, di compassione gli uni verso gli altri, di aiuto reciproco, di rispetto, entusiasmo e leggerezza. Valori che pian piano sono andati persi in una società entrata nella storia del consumismo dove impera “l’io voglio” a tutti i costi a scapito dell’altro e dell’ambiente che lo circonda. Il libro è stato scritto di getto come se ogni personaggio avesse l’impellente esigenza di farsi conoscere e di portare il proprio messaggio.
LA PROTAGONISTA MARIA SOLE, IN CHE MISURA INCARNA IL SUO PERCORSO INTERIORE?
Maria Sole è “gli occhi” del cambiamento, occhi di bambina che non giudica e non ha pregiudizi ma che osserva le trasformazioni dell’ambiente che la circonda. Il cambiamento fa parte della vita, la Natura muta vestito ogni giorno e il sole rinasce nuovo ogni mattino e così fa l’uomo. La strada che ho percorso è stata all’insegna del cambiamento, fermi i valori morali ho sempre messo in discussione me stessa, i miei pensieri, le mie verità fino a cambiarle totalmente se necessario. Ho sempre avuto l’esigenza di fare esperienze nuove, mettermi alla prova temprando così il carattere e costruendo giorno dopo giorno Brunella che comunque è pronta a mutare ancor oggi.
LA FAMIGLIA E LA TRADIZIONE RURALE HANNO UN RUOLO FONDAMENTALE NEL LIBRO: QUALE EREDITÀ CULTURALE E AFFETTIVA HA VOLUTO TRASMETTERE?
Sono fermamente convinta che la famiglia e le tradizioni siano il fulcro della società. Il contadino è intimamente connesso con la Natura, visibile e invisibile, della quale riconosce di essere parte inscindibile e dalla quale trae illimitata energia. Le tradizioni perpetuate nel tempo sono la storia dell’uomo. Guai a perderle. Una famiglia dove si insegnino i veri valori della vita, dove l’Amore sia il motore delle giornate, dove ogni pasto venga preparato, cotto e consumato con la gioia di stare insieme, è ciò che può rendere la vita appagante, degna di essere vissuta e regala lo sprone e l’entusiasmo necessario per elargire all’esterno gli stessi sentimenti che dovrebbero costituire la base della società.
LA NATURA È DESCRITTA CON GRANDE INTENSITÀ: QUALE RAPPORTO PERSONALE HA CON ESSA E CHE VALORE LE ATTRIBUISCE NELLA GUARIGIONE
Sono nata in un giorno di giugno mentre mio padre stava falciando il grano, sono cresciuta in mezzo alle viti, agli animali da cortile, ai fiori e alle piante. Non potrei mai vivere diversamente in altro luogo o diversamente. Strappare un fiore mi fa star male, ammirare un tramonto e un’alba mi riempiono il cuore, vedere crescere le verdure nell’orto mi entusiasma. Quando sono triste e ho problemi mi siedo sotto un albero a piedi scalzi a contatto con la terra chiudo gli occhi e ascolto la Natura. Assorbo l’energia intorno a me e i brutti pensieri si dissolvono. La Natura cura gli animi e di conseguenza anche il corpo. A chi non ci crede consiglio di provare il Forest Bathing, la cui validità curativa è scientificamente provata. Appena posso mi immergo nei boschi che fortunatamente circondano il territorio dove vivo e all’ombra delle fronde degli alberi mi sento in totale connessione con l’ambiente.
UN DONO COME QUELLO DI MARIA SOLE È PIÙ UNA RESPONSABILITÀ O UNA BENEDIZIONE?
Ambedue le cose. Benedizione per chi ne usufruisce e viene curato, benedizione per chi ha il dono perché ciò lo porta a capire i dolori degli altri e nello stesso tempo accresce la propria empatia, compassione e amore. Responsabilità perché solo un cuore puro può donare senza ricevere e un cuore puro è fragile, deve essere supportato da un animo nobile e ricco di valori altrimenti il dono si trasformerà in male per sé stessi e per gli altri. Lo scopo ultimo di una vita riuscita è poter affermare senza rimpianti di aver dato e ricevuto Amore. Al contrario una vita votata al male sarà una vita sprecata.
PENSA CHE OGNUNO ABBIA IN MISURA DIVERSA UN DONO DA SCOPRIRE O COLTIVARE?
Sicuramente ciascuno di noi alla nascita ha un dono insito nell’animo. Il difficile è diventarne consapevoli. Di solito ci si lascia trasportare dagli eventi senza, al contrario, dirigere la propria vita scegliendo ciò per il quale si è venuti alla luce. Ci vengono inculcate fin da bambini una serie di regole sociali alle quali ci si uniforma per timore di essere emarginati. I diversi, coloro che non si adeguano, che perseguono la via per la quale si sentono portati, diversa da quella che la società vuole, sono sempre stati perseguiti, allontanati, derisi e sminuiti. Il dono così viene seppellito, accantonato per una prossima rinascita con più consapevolezza.
QUALE RUOLO HANNO LA FEDE E LA SPIRITUALITÀ NEL SUO PERCORSO DI VITA E NEL LIBRO?
Se per essere spirituale si intende la ricerca di sé stessi e dello scopo per il quale siamo venuti alla luce mi considero spirituale nel profondo e la mia fede si traduce in un modo di vivere e agire coerente con i miei principi morali: aiutare il prossimo, rispettare l’ambiente che mi circonda. Non sono atea, credo nella morte come rinascita e credo in mondi diversi. Gesù è stato ed è il più grande maestro di tutti i tempi ma il carrozzone della Chiesa non lo digerisco. Ammiro l’uomo che vuole insegnare l’amore ma non per questo ritengo sia necessario indossare una toga o una veste monacale. Nel libro Maria Sole scruta l’amore della gente semplice, gente che lavora la terra che prega le forze della natura, affronta il dolore scendendo negli abissi più cupi e ne risale con una risata. Accetta il dolore, il male, la gioia, l’entusiasmo, la diffidenza con la semplicità e leggerezza di una bambina non contaminata da dogmi.
CREDE CHE LA SOFFERENZA POSSA DIVENTARE UNA VIA DI CONSAPEVOLEZZA E DI CRESCITA?
Non posso dire a genitori che hanno perso un figlio o ad un giovane rimasto paralizzato che stanno imparando una lezione. Probabilmente mi insulterebbero ma è mia opinione che anche nelle tragedie più oscure l’essere umano, con le sue infinite e inesauribili risorse, può diventare migliore e consapevole delle proprie possibilità e sì, la sofferenza è una delle prove più onerosa, perfida e potente per una propria crescita interiore.
QUALI AUTORI DI LETTURA L’HANNO ISPIRATA NELLO STILE E NEI CONTENUTI?
Ho sempre letto molto e di tutto. Ogni età è stata segnata da alcuni libri in particolare che mi hanno forgiata. Dai libri di Giulio Verne da bambina, a quelli di Herman Hesse nell’adolescenza, per arrivare alla “Signora” delle scrittrici, colei che ha illuminato la mia strada: Virginia Woolf. Attraverso di lei ho trovato il coraggio pubblicare il mio primo libro Sono Libera che è in sintesi la ritrovata libertà da un matrimonio tossico. Ho iniziato con lei a riscoprire le grandi Donne del passato, quelle Donne dimenticate dalla storia: scrittrici, viaggiatrici, pittrici, scienziate, imperatrici. Donne che non si sono mai adeguate a schemi e regole ma che hanno combattuto con forza e coraggio, osando e riuscendo a scalfire, offendere, indignare società bigotte e misogine. Collaboro con la Scuola delle Donne e continuo nel mio studio giornalmente. Lo stile dei miei scritti spero sia “mio”. Scrivo di “pancia”, imprimo su carta emozioni, sentimenti così come mi arrivano. Ambisco ad uno stile semplice, diretto che possa invogliare tutti alla lettura.
QUALE MESSAGGIO DESIDERA ARRIVI AI LETTORI ATTRAVERSO QUESTA STORIA?
Vorrei con questo mio piccolo volume illuminare le menti sulle semplici realtà quotidiane, talmente semplici da sembrare insignificanti ma che in sostanza sono l’essenza della vita. Uomini Eroi che nel quotidiano incarnano i valori buoni della vita: amore, compassione, umiltà, entusiasmo, rispetto, solidarietà. Vorrei, attraverso i ricordi di una bambina, far conoscere il valore della pazienza e attesa, la saggezza e equilibrio della Natura, l’importanza del non giudizio, la felicità radicata nelle piccole cose. Vorrei estirpare le paure che bloccano e invogliare l’uso degli innati poteri intuitivi di ogni uomo. Vorrei, sopra ogni cosa, ricordare che l’essere umano è parte integrante dell’ambiente che lo circonda. La Natura è nostra madre, ci nutre e ci permette di vivere, ci cura e assiste. È nostro dovere rispettare la terra con tutti gli esseri che vivono con lei. Tuffiamoci appena possiamo in un parco all’ombra di grandi alberi e ascoltiamoli in silenzio, coltiviamo fiori sui balconi, scegliamo la Natura per essere felici.
a cura di Gianluca Amatucci



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