Ricognizione storico-filologica sull’origine del termine ”ndrangheta’



Autore: Antonino Princi

Abstract:

L’articolo prende in esame tre specifici filoni filologico-interpetativi sull’origine del termine “’ndrangheta”. Il primo filone ha in Franco Mosino e in Gerhard Rohlfs i più importanti esponenti, e rappresenta una visione più dizionariale relativa alla storia di questo etimo. Il secondo filone è rappresentato dalle ipotesi di Paolo Martino, che avanza una interpretazione presumibilmente sviluppatasi a partire dalla fine del XVI secolo e a carattere più strettamente storico. Il terzo filone è quello dell’Accademia della Crusca, e si concentra su alcune attestazioni più strettamente territoriali. Il primo filone, dal punto di vista territoriale, si concentra sulla Calabria; il secondo sull’area cilentana e lucana, il terzo sull’area messinese. Sullo sfondo, vi sono diverse altre interpretazioni collocabili all’interno di una di queste tre grandi famiglie interpretative. Una è relativa allo studio condotto da Gratteri, Nicaso, Maddalon e Trumper, con un particolare focus sulle interpretazioni che gli ultimi due restituiscono in relazione all’ipotesi martiniana. Un’altra ipotesi si deve invece a Ernesto Ferrero, e ha una derivazione più giornalistica e divulgativa. Quest’ultima interpretazione etimologica serve a illustrare al lettore l’alto grado di approssimazione con cui in passato, talvolta, si è analizzato tale termine, che invece rappresenta un notevole dispositivo di conoscenza storico-culturale di una precisa mentalità. Il proposito dell’autore di questo articolo è infatti quello di definire una modalità di edificazione di un immaginario collettivo attraverso lo strutturarsi e l’agire storico di una parola.

Profilo biografico:

Antonino Princi è nato a Delianuova (RC) nel 1979. È Insegnante di ruolo in Filosofia e Scienze umane, giornalista e consulente editoriale. Si occupa prevalentemente di Storia culturale e di Storia delle idee e gli ultimi suoi lavori sono orientati verso lo studio dell’edificazione di un immaginario collettivo in relazione a oggetti simbolici territoriali, come per esempio la Calabria. Tra le sue ultime opere, la trilogia: “La Calabria è un calzino spaiato: proposte e racconti per una narrativa diversamente calabra” (Bertoni Editore, 2023), il saggio storico“Gli dei di domani” (Città del Sole edizioni, 2023), “In Brutiis” (Città del Sole Edizioni, 2025).

   

 

In primo piano

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *