TE LE DO IO LE DONNE NUDE! Lʼarte sacra e dissacrante di Rubens


Allʼocchio disattento, e a dispetto delle procaci donne nude che lo hanno reso famoso, Rubens potrebbe apparire un cattolicone bigotto. Portabandiera e, per molti versi, inventore dellʼarte barocca, manager raffinato e di grande cultura, dilomatico di statura europea, dipinse unʼenorme quantità di soggetti religiosi, inclusi il trionfo dellʼeucaristia e la sconfitta dellʼeresia; e ogni mattina presto per prima cosa partecipava alla Messa. Non andrà però mai dimenticato che essere “profondamente credenti” nel Cinque-Seicento era tutto diverso che esserlo nel Medioevo o dal Settecento in poi. Basti pensare che, mentre a Roma i frati si scandalizzavano per la Morte della Vergine di Caravaggio, Rubens la ammirò al punto da acquistarla per conto dei Gonzaga.Continua la lettura…

FANTASIE REPRESSE. Due saggi di Lodovico Antonio Muratori sulla mente umana


Nel 1745 il sacerdote e storico Lodovico Antonio Muratori pubblicò in contemporanea due libri, che adesso sono stati ripubblicati di nuovo in contemporanea dallʼeditrice Olschki. Due volumi su temi che oggi potremmo assegnare a unʼarea di competenza tra gnoseologia e neurobiologia, ma “stranamente” – perlomeno in base al nostro canone – al servizio di una teodicea, una difesa della religione cattolica.Continua la lettura…

UN(A) FIUME DI LAVA. La rivoluzione futurista attingeva energie dalla Sicilia


Le radici siciliane del Futurismo sono state indagate con cura dal 32enne ragusano Andrea Parasiliti nel libro Allʼombra del vulcano. Dove a finire oggi nellʼombra, paradossalmente, è stato proprio lʼEtna, potente fonte dʼispirazione per Filippo Tommaso Marinetti lungo tutto lʼarco della sua produzione letteraria, al punto da definirsi «figlio» del vulcano, simbolo di tutto ciò che la realtà ha di affascinante, tremendo, demolitore e dinamico. La gente siciliana fa da ponte di collegamento tra lʼenergico e produttivo Nord e gli umori strani e sanguigni del Medio Oriente. Cʼè tutto Marinetti in quel paesaggio.Continua la lettura…

L’EPICA AL RITMO DEL JAZZ. Il poemetto “La Strige” di Dario Rivarossa


“Strige” è l’italianizzazione del termine latino strix, che indica sia la strega che il barbagianni, il rapace notturno in grado di ruotare la testa di quasi trecentosessanta gradi. Qui diventa una creatura (che potrebbe trovare posto anche nell’immaginario fantasy) metà donna e metà barbagianni, abbandonata – da chissà chi – neonata nella casa di una vedova, e da questa cresciuta.Continua la lettura…